10/10/2019
VERSO LE OLIMPIADI INVERNALI 2026

VERSO LE OLIMPIADI INVERNALI 2026

Sala Besta della Banca Popolare di Sondrio

Ristorante “Campelli” di Albosaggia


È ancora impresso nella mente dei sondriesi il grido di gioia che si era alzato da Piazza Garibaldi, lo scorso 24 giugno, quando una moltitudine di persone aveva festeggiato l'assegnazione delle Olimpiadi invernali 2026 a Milano-Cortina, a discapito della candidata svedese Stoccolma-Are.

In quell'occasione, davanti al maxischermo allestito nel cuore di Sondrio, la città si era unita per condividere un momento storico.

Con il medesimo intento di coinvolgere, questa volta, l'intero territorio, il Lions Club Sondrio Host, in sinergia con il Panathlon Club di Sondrio, giovedì 10 ottobre si è riunito nella magnifica Sala Besta della Banca Popolare di Sondrio per mettere nero su bianco luci ed ombre di quello che è stato definito “l'evento degli eventi”.

"Lo scopo del Panathlon è di occuparsi dello sport in tutti i livelli, dagli aspetti agonistici a quelli solidali - ha esordito il presidente Angelo Schena - per questa ragione il gruppo sondriese non poteva non esimersi nel parlare delle olimpiadi 2026 di Milano-Cortina, che vedranno grande protagonista, tra le altre, anche la Valtellina, sino ad ora lasciata troppo ai margini”.

“È fondamentale relazionarsi con tutto il territorio - ha continuato - operatori economici in primis."

Alle sue parole hanno fatto eco quelle del presidente del Lions Ornella Moroni: "Il nostro intento è quello di creare condivisione; l'evento è qualcosa di irripetibile e, in quanto tale, ci sembra doveroso offrire il nostro contributo, coinvolgendo il territorio a 360 gradi."

"E' un'occasione storica e irripetibile per far spiccare il volo alla Valtellina - ha rimarcato l'assessore comunale allo sport, nonché socio del club, Michele Diasio - e Sondrio, in qualità di comune capoluogo, farà sicuramente la sua parte."

Ad analizzare i punti di forza della nostra terra, il relatore Gianni Menicatti, esperto di economia dello sport, collaboratore de “Il Sole 24 ore”: "Non è facile parlare di Olimpiadi, per questo dovremmo, innanzitutto, avere una consapevolezza di ciò che siamo dal punto di vista territoriale, tra qualità della vita e dello sport."

Dai dati snocciolati da Menicatti, per quanto riguarda la categoria "sport e natura", la Valtellina occupa i piani alti delle classifiche (1° in Lombardia e 2°in Italia). E non finisce qui: la nostra provincia si trova al 1° posto in Lombardia e al 5° in Italia per quanto riguarda le infrastrutture sciistiche; 3° in Lombardia e 10° in Italia nella categoria “sport e bambini”; 1° in Lombardia e 4° in Italia per capacità di attrazione nei grandi eventi internazionali legati allo sport.

Ma che impatto potrebbe avere un evento dalla portata più che internazionale? "Quando si parla di impatto si parla di impatto diretto - ha spiegato l'esperto - ovvero tutti i costi necessari per svolgere a piena regola un evento, in questo caso le Olimpiadi. Oggi, in termini di produzione, parliamo di 5/6 miliardi; il valore aggiunto è di 3 miliardi e mezzo, mentre l'impatto in termini di occupazione sarebbe di 45 mila persone l'anno”.

“Non so quanto sarà questo impatto sul territorio valtellinese - ha proseguito - ma gli effetti ci saranno sicuramente: basti pensare che, a Torino, l'anno successivo alle olimpiadi del 2006, le presenze sono aumentate del 31%."

L'analisi di Menicatti non ha però risparmiato i punti deboli: tra questi, l'assenza del nome Valtellina nel logo “Milano-Cortina” e la mancanza di un'immagine identitaria del territorio.

Altro nodo cruciale quello dei collegamenti viari: "Il piano del Parco Nazionale dello Stelvio sarà fondamentale non solo per l'organizzazione delle Olimpiadi, ma per il futuro stesso della provincia" ha spiegato Ugo Parolo, Presidente del Comitato di coordinamento del Parco e Presidente dell'intergruppo parlamentare per lo sviluppo della montagna.

Tra le infrastrutture da realizzare entro il 2026, la variante di Tirano, il superamento del passaggio a livello a Sondrio, l'adeguamento della viabilità Castione/Sassella, il completamento dello svincolo tra Piona e Dervio, la messa in sicurezza delle gallerie della SS 36, la variante alla Tremezzina, il superamento del nodo Lecco/Bergamo e interventi manutentivi sulla SS 38.

Tra i temi caldi, anche quello del sistema ferroviario, che necessita diadeguamenti che permettano di ridurre notevolmente i tempi di percorrenza(ilcollegamento veloce tra Sondrio-Milano, solo per citarne uno).

"La vera opportunità - ha concluso Parolo - è la realizzazione congiunta dello sviluppo economico; dobbiamo avere una visione strategica che ci faccia guardare 'oltre' le Olimpiadi."

La Valtellina, insieme alla Val di Fiemme, sarà una delle protagoniste dei giochi olimpici - ha sottolineato Marco Riva, rappresentante del CONI regionale - Bormio con la leggendaria pista Stelvio e Livigno con il freestyle e lo snowboard, oltre al villaggio olimpico. Vorrei però ricordare - ha proseguito - che la carta olimpica parla chiaro: l'obiettivo principale di un Olimpiade è la costruzione di un mondo migliore, educando i giovani alla pratica sportiva e al Fair play. In quest'ottica il ruolo del Panathlon - ha concluso - è fondamentale".

Tra i relatori non poteva mancare la giovanissima atleta di short track Elisa Confortola che, appena 17 enne, col suo discorso ha saputo incantare la giuria del Comitato Olimpico Internazionale durante l'assegnazione della candidatura a Milano-Cortina: "Quando il CONI mi ha proposto di presenziare al momento della scelta, ero davvero nel panico... Eppure sono stati i tre giorni più belli della mia vita - ha ricordato con entusiasmo la pattinatrice di Bormio - le Olimpiadi del 2026 sono diventate il mio obiettivo - ha proseguito - noi ragazzi non possiamo e non vogliamo deludere chi crede e investe in noi."

Ritornando a parlare di sviluppo economico, l'amministratore delegato della nota fabbrica sciistica valchiavennasca Blossom ski, Mario Moro, ha evidenziato il ruolo storico della propria azienda: "Siamo una piccola realtà che produce 8000 paia di sci all'anno, con un’esportazione di circa il 90%. Come impresa, in occasione delle olimpiadi, stiamo iniziando a pensare a qualche progetto che possa far conoscere maggiormente la nostra realtà, sia in Italia che all'estero."

Sulla possibilità dello sviluppo economico e del comprensorio sciistico, l'amministratore delegato della Mottolino, Marco Rocca, ha cercato di mettere a fuoco criticità e punti di forza per affrontare il periodo che va da qui alle Olimpiadi: "Noi privati abbiamo voglia di fare e siamo pronti. Come famiglia abbiamo già approvato un piano che ci condurrà al 2026, quando a Livigno verranno assegnate ben 18 medaglie."

Chiara e trasparente l'analisi dell'imprenditore livignasco, che annovera tra i punti di forza la visibilità mediatica, la realizzazione di infrastrutture per il futuro e l'influenza positiva che questo evento avrà sui giovani negli anni a venire.

Non bisogna però trascurare le criticità, tra cui l'impreparazione del territorio, l'assenza del nome “Valtellina” nel brand Milano-Cortina e la pianificazione urbanistica degli impianti.

"In sintesi - ha chiosato Rocca - sarà una vera opportunità solo se le risorse utili verranno investite senza speculazioni e se la pianificazione sarà tempestiva."

Di seguito alle speranze e alla scia di ottimismo, lo sguardo più critico è stato lanciato da Mario Cotelli, ex Direttore Tecnico della “Valanga Azzurra”, oltre che esperto di marketing: "Il dato più allarmante è che nessuno, prima dell'analisi fatta da Meniccatti, si è reso conto che siamo tra i primi in capacità di attrazione e di impianti sciistici - ha evidenziato Cotelli col suo solito fare "tagliente" e provocatorio - bisogna fare strategie a lungo termine e capire se in Valtellina c'è ancora voglia di fare turismo e investire." "Il grande impegno organizzativo - ha ricordato - è in mano al Trentino Alto-Adige, che ha la fortuna di avere un brand unico, quello delle Dolomiti. Noi ci facciamo la guerra a vicenda! Che cosa vendiamo? Noi dobbiamo combattere con questo".

Il dibattito si è animato anche dopo la consueta cena conviviale, svolta presso il ristorante Campelli di Albosaggia, ed al termine i Presidenti dei due Club hanno ricordato che, nei loro intendimenti, questa è stata la prima di una serie di appuntamenti che si vogliono organizzare da qui al 2026 sulle tematiche legate alla grande e prestigiosa manifestazione dei “Cinque Cerchi Olimpici”.

Elisa Compagnoni